Centro Studi di Diritto Fallimentare e Societario

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Crisi d'impresa e procedure concorsuali

in Italia e in Europa

Prospettive di riforma


da

INIZIATIVA

ANNO XXII N.8 Agosto-Sett. 2001

 

Successo a Cosenza del Convegno Internazionale

"Crisi d'impresa in Italia e in Europa. Prospettive di riforma"

 

Lo scopo del convegno internazionale di studi sui temi della crisi d'impresa, promosso dal Centro Studi di diritto fallimentare e societario di Cosenza, presieduto dall'Avv. Giovanni Tortorici, è stato quello di suggerire al futuro legislatore le possibili linee di riforma della legge fallimentare.

Il convegno è stato presieduto dal Prof. Giuseppe Ragusa Maggiore, ordinario di diritto fallimentare dell'Università di Catania, riconosciuto a livello internazionale quale uno dei massimi esperti sul tema.

Presenti anche il Prof. Rafael Illescas Ortiz, ordinario di diritto mercantile dell'Università Carlos III Madrid, la Prof.ssa Katarrzyna Gromek, docente di diritto delle Comunità Europee e diritto internazionale Law School dell'Università inglese di Hull, la Professoressa Marie Jeanne Campana, docente di diritto Fallimentare dell'Università di Parigi.

La premessa è stata che tutte le parti del mondo economico europeo sollecitano la riforma di una legge fallimentare che coordini gli interessi sottesi all'esercizio dell'impresa, senza ledere tuttavia gli interessi dei creditori ma, piuttosto, tenendo conto delle altre esigenze improrogabili dell'economia al salvataggio delle imprese ancora efficienti e, soprattutto, della tutela dei lavoratori.

Così come sono state poste, le norme attuali sull'amministrazione controllata e sul concordato preventivo sono farraginose e appesantiscono il momento di sopravvivenza dell'impresa.

Nelle giornate di studi internazionali si è discusso se sia più opportuno tenere conto di un'unica procedura concorsuale, mirata anzitutto al salvataggio dell'impresa e poi alla tutela di tutti gli interessi, coincidenti nel centro unitario rappresentato dall'impresa stessa, o se lasciare intatte le attuali procedure concorsuali con gli adeguamenti suggeriti dalla giurisprudenza nell'ambito di un'evoluzione socioeconomica e, soprattutto, delle linee guida tracciate dalla Consulta.

Se una scuola di pensiero è d'accordo sull'introduzione di una privatizzazione delle procedure che possano consentire il salvataggio dell'impresa, tenendo conto della posizione del settore bancario, di contro altri illustri accademici e giuristi concordano con le tesi presentate dai relatori stranieri presenti, cioè che anche la legislazione italiana vada adeguata all'orientamento che ci proviene dai paesi della Comunità Europea, nell'ambito del regolamento comunitario di recente emanato.

Tale dualismo, tuttavia, è stato superato nella dichiarazione collettiva della necessità di salvataggio dell'impresa coordinatamente agli interessi che fanno capo all'impresa stessa e, in particolare, dei lavoratori e dei creditori.

Sintesi della relazione dell'avv. Tortorici Presidente del Centro Studi di diritto fallimentare.

Dopo i saluti di rito ad autorità e partecipanti, l'avv. Tortorici, ha detto: "Già nella presentazione del Convegno avevo ritenuto opportuno evidenziare come la problematica sorgente dalla crisi dell'impresa e dalla sua gestione avesse assunto in questo ultimo periodo -soprattutto dopo l'adozione del regolamento U.E. sulle procedure d'insolvenza del 29 marzo 2000 e la presentazione del disegno di legge italiano del 27 ottobre 2000- una importanza sempre più notevole, anche in considerazione della molteplicità degli interessi coinvolti nelle crisi aziendali.

Rilevando, altresì, la necessità di intendere la nozione di "insolvenza" -divenuta momento qualificante della legge fallimentare italiana anche sulla spinta della legislazione degli altri Paesi della Comunità Europea- come momento di collegamento tra la crisi dell'impresa e le varie procedure concorsuali (amministrazione controllata, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria delle grandi imprese) con tutte le ovvie conseguenze inerenti la continuazione o meno dell'impresa, la sua estinzione, il salvataggio dell'azienda come valore economico, le esigenze dei lavoratori, le legittime aspettative del ceto creditorio nel rispetto della par condicio, e così via.

Ebbene, in questa nuova visione del fenomeno dell'insolvenza che ha come fine ultimo la salvaguardia dell'impresa intesa come centro produttivo e fonte di ricchezza per tutta la collettività, si inserisce, oggi più di prima, la esigenza di elaborare una disciplina "internazionale" della crisi d'impresa e della sua gestione e di superare, per tale via, la sfera di operatività delle procedure concorsuali nel ristretto ambito dei singoli Stati.

Su questa linea direttrice, credo, debbano confluire gli intenti e gli sforzi di tutti.

La contemporanea applicazione di differenti sistemi fallimentari, caratteristica non esclusiva europea, non è più aderente alle realtà sociali, economiche e politiche che si sono formate in questi ultimi anni, quanto meno nei Paesi a base capitalistica i cui rispettivi mercati già costituiscono un unico mercato ed in cui l'andamento di quest'ultimo dipende e deriva dall'andamento di ciascuno dei primi.

Da qui la necessità per tutti i Paesi di creare norme che governino fattispecie comuni con regole quanto più possibile comuni; di identificare meccanismi di identico approccio ad identici problemi; di concordare le possibili soluzioni di ciascuna questione, perchè ciò costituisce il primo strumento di salvaguardia al fine di evitare che gli effetti di fenomeni economici negativi possano ripercuotersi a catena conducendo l'intero sistema in una situazione di squilibrio.

E i tragici, terribili accadimenti di dieci giorni orsono negli Stati Uniti di America, che per sempre richiameranno nei nostri cuori sentimenti di massimo sdegno e profondo cordoglio, ne sono una chiara testimonianza se è vero che, per evitare eventuali effetti pregiudizievoli sull'intera economia mondiale, i Governi e le Banche Centrali di tutti i Paesi Civili della Terra hanno deciso di concordare le rispettive strategie.

Solo la Democrazia e il Diritto spingono l'umanità nel suo cammino e ne preparano l'avvenire.

Checché altri ne pensi, noi speriamo bene nell'avvento di giorni meno tristi per tutti i lavoratori della vita, il che ci è da sprone a compiere quotidianamente l'opera nostra.

Dopo un saluto al prof. Annibale Marini, presente anche in rappresentanza della Corte costituzionale e prima di passare la parola a S.E. il Dott. Francesco Greco, che ha presieduto i lavori della prima sessione, l'Avv. Tortorici ha ricordato i due illustri maestri scomparsi: il Prof. Angelo Bonsignori e il cosentino Giuseppe Auletta, che tanto hanno dato all'evoluzione della coscienza giuridica del nostro paese.

Il Prof. Ragusa Maggiore dirà poi che il Convegno è dedicato al ricordo del Prof. Auletta.

Notevoli i contributi di tutti gli studiosi presenti ed interessante la tavola rotonda conclusiva.

I lavori si sono svolti nell'aula Magna dell'Unical e, il giorno successivo, a Palazzo Arnone. Moltissimi i presenti.

 


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